Nasce a S.Casciano in Val di Pesa, comune agricolo- rurale dell’area metropolitana fiorentina e prima “Città del Bio” della Toscana : forse non poteva essere altrimenti se si considera il “percorso” iniziale che a partire da Genova e dal Social Forum Europeo del 2002 a Firenze ha visto il movimento contadino toscano biologico protagonista di una rinascita dal basso di un mondo agricolo che sembrava ormai schiacciato dalle multinazionali dell’agroindustria e dalla convivenza al sistema neo liberista degli stessi sindacati agricoli, e che invece ha ritrovato a partire da quei giorni la voglia di battersi per quella Sovranità Alimentare comune denominatore di tutti i contadini del mondo.
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Promossa da Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare, al cui sistema confederale di rete, movimento e organizzazione sindacale aderisce e partecipa, Altragricoltura Bio è una associazione nazionale organizzata territorialmente e si ispira ai principi della massima autonomia politica sulla cui base promuove la costruzioni di reti di interessi e pratiche economiche, produttive e sociali, lavora al rafforzamento del più ampio movimento di mobilitazione contro la crisi agricola e per la Sovranità Alimentare e realizza le nuove forme del sindacato moderno e del massimo coinvolgimento e protagonismo dei produttori e dei consumatori

Altragricoltura Bio promuove la produzione biologica e biodinamica, la loro funzione sociale, il consumo dei loro prodotti, i metodi agroecologici di gestione della terra assistendo, associando, organizzando e rappresentando sindacalmente i produttori e, nelle forme previste dallo statuto e dalla legislazione vigente, i cittadini.
Le opzioni del biologico e del biodinamico sono intese non meramente come tecnica produttiva o, peggio, come variante burocratica ma come valore sociale e culturale che ricolloca l'azienda agricola produttiva, la modalità contadina della gestione della terra, la sua autonomia di poter decidere cosa, come e per chi produrre nel ruolo centrale che le compete dentro i cicli agroalimentari.

La Sovranità Alimentare, ovvero il diritto di tutti i popoli nelle forme con cui democraticamente si governano di decidere il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo, è assunta come base programmatica ed orizzonte ideale per uscire dalla crisi dell'agricoltura e su cui costruire la più ampia alleanza di interessi e di intenti fra tutti i produttori e i cittadini consumatori.

.AltragricolturaBio si costituisce così, fin dall'inizio, come alternativa ai movimenti, alle reti ed alle forme organizzate e sindacali che condividono il modello della crisi e propongono una lettura tecnicistica del biologico e del biodinamico accettando, cosi, il declino dell'agricoltura imposto dall'omologazione della nostra storia rurale all'agricoltura industriale.
Al contrario Altragricoltura Bio persegue e promuove il ruolo fondamentale dell'agricoltura biologica e biodinamica nel contribuire alla fuoriuscita dalla crisi recuperando le condizioni fondanti per realizzare la Sovranità Alimentare.
Le pratiche e le esperienze dell'agricoltura biologica e biodinamica sono assunte per sottolineare e valorizzare la funzione sociale dell'agricoltura e la sua capacità di sostenere le comunità rurali ed urbane, il loro benessere civile, materiale, sociale e culturale, la loro tenuta democratica e, per questo, AltragricolturaBio pone a sua base ideale la convivenza pacifica rifiutando la guerra in tutte le sue forme ed opera per contribuire a realizzare le migliori condizioni per la giustizia economica, l'accesso e il corretto uso delle risorse e delle opportunità, la tutela della salute e dell'ambiente e ripudia ogni forma di discriminazione di genere, di razza e religiosa.

A tal fine AltragricolturaBio si pone tre obiettivi fondamentali:
1) quello di realizzare la più ampia e piena capacità di rappresentanza dei produttori bio operando per la loro autonomia sindacale e politica
2) quello di promuovere la più efficace rete di pratiche economiche, produttive, sociali e culturali per sostenere la relazione consapevole fra produttori e cittadini consumatori favorendo il ciclo più corto possibile fra produzione e consumo di beni e servizi biologici e biodinamici
3) quello di rafforzare ed estendere il movimento per la Sovranità Alimentare favorendo il contributo che il movimento del biologico e del biodinamico possono dare alla fuoriuscita dalla crisi rurale e del sistema agroalimentare

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